Monthly Archives: febbraio 2014

999219_10151999166554748_230807825_n[1]

Comprare un libro. Un gesto di libertà.

Il primo flashmob letterario si avvicina. L’Associazione Culturale Caffeina, da anni impegnata nella diffusione e nella salvaguardia della cultura, ha indetto per il prossimo primo marzo una manifestazione diffusa e collettiva per sostenere la cultura. Vi ricordo che partecipare è semplice: basterà andare in una qualsiasi libreria, con o senza una piccola coccarda bianca, comprare un libro, fotografarlo insieme allo scontrino e postarlo sulla pagina di Caffeina. Siamo oltre 73mila. Ci vediamo in una libreria del II Municipio? Magari indipendente?

Caffeina Flash mob

#1MarzoCompraUnLibro

Bisegna resti nella casa di una vita. Fondo sociale per l’affitto.

Giorgio Bisegna, Presidente della Sezione Anpi di San Lorenzo, sotto sfratto esecutivo dalla casa in cui ha passato una vita, insieme alla moglie, Rosina Gagliarducci. Un uomo che ha reso i valori della Resistenza contemporanei, lottando per i diritti dei fragili, non ultimo proprio il diritto alla casa. La mia solidarietà non si ferma a parole di sdegno e amarezza. So che un bravo assessore alle Politiche per la casa, come Daniele Ozzimo, si è messo in contatto con Bisegna e la moglie, per cercare una soluzione. Chiederò però al Presidente del Municipio e alla sua Giunta di impegnarsi perché sia attivo, in tempi stretti, il Fondo sociale per l’affitto e perché si riqualifichino e si impieghino le numerose strutture inutilizzate sul nostro territorio. Credo sia opportuna ed urgente una mappatura puntuale dei beni immobili del territorio, potenzialmente utilizzabili: dalle “case di custodi” di stabili disabitati ad appartamenti occupati illegalmente (me ne risultano alcuni in zona Piazza Bologna). Edifici che devono essere destinati – è ormai un’emergenza di alcuni dei nostri quartieri – all’accoglienza di tanti anziani che rischiano di non avere un tetto sotto il quale trovare riparo, dopo una vita di incredibili sacrifici. Persone come Giorgio Bisegna.

Roma - Governo - Dario Franceschini al Museo di Via Tasso

Ricominciamo da via Tasso

Il segnale di un cambio di prospettiva. E’ almeno questo la visita a sorpresa del neo-ministro della Cultura Dario Franceschini al museo della Liberazione di via Tasso. Senza ancora che il passaggio con Bray fosse avvenuto, Franceschini ha scelto un luogo di memoria e di futuro. Il museo, carcere nazista dove 2000 italiani, tra settembre ’43 e giugno ’44, vennero imprigionati, torturati e uccisi, ha rischiato troppe volte la chiusura. Il ministro ha evocato l’ipotesi degli sponsor privati, ovvero del mecenatismo, per sostenere il patrimonio culturale italiano. Vedremo come si declinerà la sua proposta e se davvero si comincerà a pensare che – a differenza di quanto diceva Tremonti – con la cultura si mangia, che può essere un volano economico, soprattutto a Roma. Intanto, ricordare i valori partigiani è un buon modo di pensare al futuro. Stiamo a vedere.

governo-renzi-2[1]

Quando innovazione non fa rima con integrazione. Renzi dimentica le pari opportunità.

Terzo governo senza il ministro per le pari opportunità. L’innovativo Renzi, attento a rispettare un equilibrio di quote tutto interno al governo, ha però dimenticato l’importanza di un dicastero ad hoc. Peccato che questo sia, storicamente, un tempo molto delicato rispetto al tema della parità, tra i femminicidi da bollettino di guerra al muro di gomma – siamo oltre il glass ceiling – su cui si fermano le donne, vittime di discriminazioni e penalizzazioni sul lavoro. Ho chiesto al Capo del Governo, insieme al Telefono Rosa Nazionale, di riempire questo vuoto.
Chi è d’accordo con noi, scriva, usando l’hashtag twitter #senzaministrononsiamoserene

MASSIMO BARSOUM AGENZIA TOIATI MENINGITE AL GIULIO CESARE

80, ma non li dimostra. Il Giulio Cesare diventa un film.

Ha ottant’anni ben portati, il liceo più grande d’Italia. Parliamo del Giulio Cesare, il classico del quartiere Trieste. Anzi, ne parla il giornalista e regista Antonello Sarno in un documentario, di cui qualche giorno fa sono cominciate le riprese. Nel documentario, il cui sottotitolo sarà “dove Nietzsche e Marx si davano la mano”, vedremo le testimonianze di ex studenti, famosi e non. Tra tutti Antonello Venditti che, con la canzone “Compagno di scuola”, presta alcuni dei suoi versi al regista. Insieme alla storia del “Giulio”, anche quella di un quartiere, di una città, di un tempo in cui la voce degli studenti era ascoltata. Un altro modo per ricordare e interpretare al meglio il futuro, cercando un cambiamento.

180532f78534c81f9d7c8354a900d41ed6a258fdd895bb3786074f7f[1]

Valerio Verbano, 34 anni dopo

Il 22 febbraio 1980 moriva nella sua casa, vittima di un agguato e colpito alle spalle, davanti ai genitori, Valerio Verbano. Tre uomini con il volto coperto erano riusciti ad entrare nella sua abitazione, avevano immobilizzato la madre e il padre e lo avevano aspettato per ucciderlo. Nei giorni successivi la rivendicazione dei Nar. La madre, Carla Rina Zappelli, non ha mai smesso di chiedere giustizia, ma si è spenta nel 2012 senza averla ottenuta. Per ricordare la follia di ogni violenza politica e non dimenticare l’impegno civile e sociale della famiglia Verbano, la casa di Montesacro, che fu abitata da Carla e Valerio, diventerà un centro di documentazione e un laboratorio sull’antifascismo. Almeno questo è l’impegno del vicesindaco Nieri. Speriamo non sia uno dei tanti annunci di questa giunta, non seguiti dai fatti. Io vigilerò. Vi terrò informati.